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L’osservatorio per i beni culturali e ambientali castelvetranesi e del territorio selinuntino scrive una lettera aperta ai candidati

L'osservatorio per i beni culturali e ambientali castelvetranesi e del territorio selinuntino scrive una lettera aperta ai candidati 2

Sociale

L’osservatorio per i beni culturali e ambientali castelvetranesi e del territorio selinuntino scrive una lettera aperta ai candidati

Lettera aperta ai candidati

Sindaco-Assessore-Consigliere

alle elezioni comunali del 28 Aprile 2019

 

Lo scrivente Osservatorio nasce nel mese di Febbraio 2018 allo scopo di creare un rapporto sinergico fra alcune associazioni culturali presenti nel nostro Comune tendente a sollecitare la valorizzazione di tutto il patrimonio architettonico, ambientale e culturale presente nel nostro territorio.

Con il presente appello ci si rivolge a tutti i candidati alle prossime elezioni comunali        per la valorizzazione di tutto il nostro patrimonio artistico e culturale, affinché tutti i futuri amministratori comunali, che saranno impegnati come Sindaco, Assessori o Consiglieri, vogliano recepire nel loro programma le seguenti “emergenze culturali”, che noi riteniamo essere fondamentali per lo sviluppo economico della città e della stessa convivenza civile.

Un territorio come il nostro, che potenzialmente può offrire ai turisti e agli uomini di cultura di tutto il mondo così tanto, deve anche sapersi presentare in maniera tale da offrire a tutti un’immagine di alto valore.

  1. Parco Archeologico Il Comune, sia con la presenza all’interno del comitato tecnico-scientifico, sia con la pressione politica, deve creare le condizioni per un’attività sinergica col Parco, che non deve essere avulso dal territorio, bensì parte integrante di esso, operando di concerto con le altre istituzioni, pubbliche e private, del territorio stesso.
  2. Museo comunale  Occorre rivalutare il nostro Museo, mettendogli a disposizione più ampi locali (ad esempio, utilizzando uno degli edifici sequestrati alla mafia e acquisiti a patrimonio pubblico. come gli ex magazzini Depas o altro), non soltanto interrompendo la pratica della dismissione o del prestito dei reperti, ma anzi incoraggiando l’acquisizione al patrimonio pubblico comunale tramite la donazione di privati, la richiesta di esposizione in deposito di reperti appartenenti alla regione ma non esposti, l’istituzione di mostre, nonché la richiesta a musei pubblici e privati – che detengono reperti selinuntini – di immagini ad alta definizione, per creare una raccolta fotografica del materiale selinuntino dislocato in altre parti del  mondo. In particolare, una maggiore visibilità si otterrebbe attuando la collaborazione col Museo Salinas di Palermo. Anche reperti sequestrati dalla Magistratura dovrebbero trovare posto nei locali del nostro Museo (il caso più eclatante è quello delle migliaia di reperti, provenienti in buona parte da Selinunte, giacenti in deposito a Roma). Realizzare inoltre il biglietto unico fra il Museo di Castelvetrano e il parco archeologico.
  3. Biblioteca Comunale Il trasferimento del Museo in locali più idonei, come sopra suggerito, potrebbe consentire alla Biblioteca di avere a disposizione altri locali per una migliore sistemazione e per l’acquisizione di ulteriore patrimonio librario, anche grazie alle donazioni di privati; in tale ambito, la creazione di una biblioteca di cultura selinuntina sarebbe opera particolarmente idonea per fornire agli studiosi nuovi strumenti di ricerca.
  4. Chiesa di san Domenico Tale chiesa, di proprietà dello Stato,  di particolare pregio artistico, dovrebbe essere anzitutto un monumento da tutelare, valorizzare e utilizzare a fini culturali, destinandolo – come all’inizio affermato anche dal Vescovo –  a cerimonie religiose soltanto in particolari circostanze, stante la vicinanza della chiesa di san Giovanni, destinata a cerimonie religiose. Deve essere sottoposta a manutenzione costante, stante la fragilità degli affreschi, e devono essere recuperate le cripte.
  5. Vasca selinuntina Nel territorio di Partanna, ma in un lotto di terreno di proprietà del  comune di Castelvetrano, si trova la cosiddetta Vasca Selinuntina, un monumento tramandatoci dall’antichità che è di rilevante importanza e merita senza dubbio di essere restaurato e aperto alla fruizione pubblica, consentendo l’accesso all’area in cui si trova, nonché propagandando la sua esistenza al grande pubblico,  vista anche la sua unicità.
  6. Sistema delle piazze Da ripensare l’utilizzo, stante l’attuale stato di abbandono, istituendo anzitutto un presidio turistico e uno di polizia urbana, nonché riportando alcuni uffici all’interno della sede centrale del Comune. In particolare, occorre la riqualificazione ai fini artistico-monumentali della Collegiata di San Pietro e della chiesa del Purgatorio.
  7. Centro Basile  Occorre un più razionale utilizzo di tali locali, in atto male utilizzati, collocando meglio  l’Archivio storico comunale, l’archivio notarile, la Biblioteca gentiliana e l’esposizione garibaldina. Occorre rimettere a disposizione degli studiosi la possibiltà di visionare i  microfilm in possesso del Comune, relativi ai documenti giacenti presso l’Archivio di stato di Napoli, non consultabili per mancanza di adeguata strumentazione;
  8. Trasporti pubblici In un quadro di gestione corretta dei beni culturali, grande importanza assume il trasporto pubblico; il ripristino della linea Castelvetrano-Agrigento – almeno fino a Sciacca – consentirebbe di collegare fra loro i vari centri selinuntini, da Mazara a Sciacca, utilizzando la legge sulle ferrovie turistiche,  ripristinando una linea con caratteristiche naturalistiche importanti (come è già stato fatto in altri luoghi di Sicilia e in particolare nel tratto della stessa linea da Agrigento a Porto Empedocle, al servizio di quel Parco archeologico), integrandola, ove possibile, con le piste ciclabili. Non è sufficiente il programmato ripristino da Marinella di S. al Ponte sul Belìce. Si creerebbe, così, inoltre un’efficace metropolitana di superficie, creando le fermate Ospedale Est, Istituto Alberghiero, Vanico/zona commerciale, ripristinando anche fermate intermedie, e, ovviamente, le suddette Marinella di Selinunte e Belìce. Nella linea per Trapani si dovrebbero istituire anche le fermate Ospedale Ovest/Informagiovani e Via Campobello, incentivando così l’uso del treno, creando un sistema integrato di trasporti pubblici, che tanto potrebbe fare per il traffico e per lo sviluppo del territorio turistico ed economico. Si dovrebbe premere sugli Enti preposti affinché la fermata di Birgi sia servita da un autobus di collegamento con l’aeroporto per favorire l’arrivo di gruppi di turisti in tutta la zona. Per gli stessi motivi, occorre sollecitare le FS per implementare le corse della linea Castelvetrano-Palermo, migliorando così anche la possibilità di raggiungere l’aeroporto di Punta Raisi col treno.
  9. Recupero del tessuto edilizio storico Occorre trovare una soluzione alle precarie condizioni statiche dei monumenti storici della città, siano essi di proprietà comunale, del FEC (Fondo Edifici per il Culto), della Curia vescovile di Mazara del Vallo e, infine, dei privati. È uno scempio quello delle bellissime chiese castelvetranesi, chiuse al culto per vari motivi, saccheggiate delle suppellettili e delle decorazioni marmoree, versanti in stato di abbandono e obliate per i continui crolli dei tetti. Non è accettabile, inoltre, vedere gli antichi palazzi nobiliari puntellati da contrafforti che generano disgusto agli occhi dei cittadini e dei turisti per le strade della nostra città. Necessita un dialogo “forte” tra le istituzioni che dovrebbero salvaguardare tali beni, magari attuando, se lo si ritenesse opportuno, nuovi vincoli utili alla salvaguardia coatta di tali preziose testimonianze. Recupero ai fini di una corretta fruizione di siti di particolare rilevanza storico-architettonica e in particolare della chiesa del Carmine, della chiesa del Crocifissello, della chiesa dell’Itria e del chiostro adiacente, della chiesa di san Giuseppe e della chiesa dell’Immacolata.
  10. Inserimento di Selinunte tra i patrimoni dell’umanità tutelati dall’UNESCO. Riteniamo che sia chiaro a tutti il ritorno di carattere culturale, turistico, e quindi economico, che tale riconoscimento potrebbe portare al nostro territorio. Tale inserimento, in subordine, potrebbe essere richiesto in collaborazione con Segesta e Mozia (Greci-Elimi-Cartaginesi) per avere più forza contrattuale.

 

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