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Il Governatore del Lions Vincenzo Leone lancia da Castelvetrano un messaggio di Pace ai Popoli del Mediterraneo

Antonio Colaci Lions Club di Castelvetrano

Sociale

Il Governatore del Lions Vincenzo Leone lancia da Castelvetrano un messaggio di Pace ai Popoli del Mediterraneo

L’atto terroristico di Strasburgo dello scorso dicembre ha sicuramente concorso a rendere ancora più contraddittori i pareri dei rappresentanti politici nazionali ed internazionali, degli organi di stampa e dell’opinione pubblica su un tema molto dibattuto: l’immigrazione. Ancora una volta in Italia il nuovo anno vede contrapposti due fronti: da una parte chi si fa forte del Decreto Sicurezza di recente approvato e tanto voluto dal Ministro dell’Interno Salvini; dall’altra parte si sottolineano fortemente gli aspetti umani del fenomeno, si riportano testimonianze strazianti, come la vicenda vissuta dai naufraghi raccolti dalla Sea Watch e sballottati per 19 giorni prima di ottenere l’ok per sbarcare a Malta; oppure il forte gesto di solidarietà degli abitanti del comune di Melissa che hanno salvato 51 curdi abbandonati dagli scafisti nei pressi di Crotone. Al Sindaco di Melissa ed ai suoi abitanti lo Stato italiano dovrebbe riconoscere una medaglia d’oro al valore civile: non hanno esitato a gettarsi tra le onde di notte per salvare delle vite umane che in quelle condizioni non hanno ritenuto opportuno distinguere per il colore della pelle, la razza o la provenienza.
Una grossa popolazione di migranti staziona anche alle porte di Castelvetrano; la loro presenza determina notevoli preoccupazioni di convivenza con le comunità locali; la mancanza di adeguate strutture di accoglienza produce disagi notevoli per l’infima qualità della vita che i migranti sono costretti a sopportare.
Il Comitato della Croce Rossa di Castelvetrano si sta prodigando da tempo con azioni di assistenza sanitaria ed umanitaria nei confronti dei tanti migranti che svolgono anche attività di lavoro stagionale. A cura della Croce Rossa è stato allestito un attendamento che ha assicurato circa 120 posti letto.
Grazie alla convenzione sottoscritta con il Comune di Campobello di Mazara è stato possibile utilizzare un bene confiscato alla mafia, l’ex oleificio „Fontane d’Oro“. Tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 i volontari della Croce Rossa sono presenti nell’attendamento; oltre alla registrazione ed alla gestione della sosta degli ospiti, il Presidente Giuseppe Cardinale ed i suoi volontari provvedono alla distribuzione di vestiario, coperte e kit di prodotti igienici, mediazione culturale ed altri servizi essenziali.
Nel contrasto al fenomeno del caporalato, la Croce Rossa svolge anche un importante servizio di mediazione con l’Ufficio Provinciale del Lavoro e con le aziende che richiedono manovali.
Ma oltre a svolgere servizio nell’attendamento la Croce Rossa è costretta ad intervenire in un campo spontaneo sorto in territorio di Castelvetrano, in un ex cementificio dismesso ed adattato a rifugio provvisorio per tanti altri rifugiati. Kit igienici, sacchi a pelo e capi di vestiario donati dalle comunità castelvetranese e campobellese sono distribuiti con non poche difficoltà dai volontari del Comitato della Croce Rossa di Castelvetrano.

Su questo tema quindi, oltre ai pareri discordanti, molti sono gli atteggiamenti di contrapposizione, che ignorano totalmente i risvolti umani del fenomeno; ma tante altre sono le azioni di solidarietà, di disponibilità al dialogo ed al sostegno delle esigenze primarie di chi ha vissuto esperienze raccapriccianti prima di sbarcare in Italia, per molti la „Terra Promessa“, per altri una nazione di transito.
Un cittadino castelvetranese, un ematologo impegnato professionalmente nella cura dei pazienti del nostro territorio, sta svolgendo anche una funzione sociale molto importante trattando dell’immigrazione con analogo impegno, alla ricerca della sua migliore interpretazione in termini di assistenza ai soggetti più disagiati.
Lo sta facendo ricoprendo la più alta carica nella Regione Siciliana come Governatore del Lions Club International nel Distretto 108Yb, dopo avere mostrato un senso di particolare appartenenza ed impegno durante i circa 36 anni di militanza lionistica.
Fondato nel 1961, il Lions Club di Castelvetrano non aveva mai avuto precedentemente una figura di vertice così importante nel Distretto. Vincenzo Leone sta interpretando questo prestigioso, ma anche molto gravoso, impegno con la dedizione che ha sempre contraddistinto la sua partecipazione alle azioni sociali del suo Club Service.
Sono due i temi che ha proposto per questo anno sociale ai 104 club della Sicilia: la donazione di midollo osseo (di cui si è parlato approfonditamente all’avvio del suo incarico durante l’estate scorsa) e la pace nel Mediterraneo.
Questo secondo tema potrebbe risultare particolarmente impegnativo, quasi uno sforzo biblico per un Club Service che intenda trattare seriamente un argomento che ogni giorno è sul tavolo dei governanti delle nazioni che si affacciano sul nostro mare. Da molti decenni Il Mediterraneo rappresenta una delle zone mondiali più instabili, afflitta com’è da guerre e da migrazione di milioni di persone che fuggono dalla disperazione e dalla invivibilità dei loro territori. Le sponde di questo mare, dove sono nate le civiltà più importanti della terra, dal Maghreb al Medio Oriente, oggi sono il punto di partenza e di arrivo per la migrazione di africani che partono dalle nazioni rivierasche o che arrivano dai tanti Paesi del Centro Africa, martoriati da guerre, fame e malattie.
Il fenomeno viene poi interpretato, sulle sponde opposte, in maniera diversa, essendo i Paesi ospitanti caratterizzati da popolazioni più o meno predisposte all’accoglienza in virtù del credo religioso o dell’appartenenza politica.
Indubbiamente si tratta di un fenomeno, l’immigrazione, su cui il dibattito è molto acceso ed è arrivato a condizionare l’orientamento nella scelta delle forze politiche che governano l’Italia, come anche la Spagna, la Francia o la Germania: tutte le nazioni europee sono da anni impegnate nella determinazione di scelte che rendono le frontiere più o meno permeabili all’ingresso degli immigrati.
Nel considerare gli aspetti più attinenti agli scopi lionistici, come si diceva, il Dottore Leone si è preoccupato di trattare l’argomento immigrazione per i risvolti umani che si rappresentano nel suo manifestarsi: la solidarietà, la fratellanza, l’attenzione alle primarie esigenze dei più diseredati.
Ad Agrigento, su iniziativa del Governatore e del suo Direttivo Distrettuale, si è svolto un convegno sul tema de “La pace nel Mediterraneo” a cui hanno partecipato importanti autorità Lions italiane e di Paesi del Maghreb.
La migrazione sulle rive del Mediterraneo, pur essendo attuale, è in realtà un fenomeno normale, molto antico, periodico, che occupa una parte importante nella storia dell’umanità. Da notare che anche in Italia per molti secoli la migrazione è stata nella direzione opposta, da nord a sud.
Esiste quindi una specificità del Mediterraneo. “Mare Nostrum” era già al tempo dei Romani, uno spazio comune, unito, da questa vicinanza che deve essere tenuta in considerazione.
Nonostante la violenza, la migrazione irregolare rappresenta solo il 15% della migrazione totale in Europa.
Nessuno lascia la propria famiglia, la propria città, il proprio paese senza lasciarvi anche il cuore. Disastri naturali, eventi climatici, errori economici e politici, alimentano quotidianamente questo particolare fenomeno umano. Sebbene siano spesso fonte di difficoltà, disastri e tragedie per i migranti, sono spesso fonte di ricchezza e progresso per le nazioni ospitanti. Gli attuali migranti sono, come in passato, non più solo analfabeti, non qualificati. Molti di loro sono lavoratori qualificati, accademici, manager.
Il nostro Paese ha perso quasi 300.000 accademici in 25 anni e, non solo, anche la loro esperienza. Alcuni hanno raggiunto livelli elevati nella scala sociale delle nazioni che li hanno accolti ed hanno dato loro gli strumenti per svolgere la loro professione.

In maniera fondata si può affermare come i flussi migratori siano parte del risultato dell’evoluzione umana.
Durante il convegno di Agrigento Maha Bousnina, Governatore Lions della Tunisia, ha detto :
«Noi siamo qui per offrire idee e soluzioni, per creare un cammino costruttivo comune e per ricollocare al centro della riflessione l’essere umano, relativamente alla politica economica, o mediatica o ancora di sicurezza, in modo che i problemi diventino risorse e le difficoltà diventino opportunità»
Ancora durante il convegno di Agrigento si è appreso che una cittadina siciliana, Scicli, ha costruito un “ponte di civiltà” con i popoli dell’area mediterranea accogliendo con favore gli “stranieri” e rendendoli perfettamente integrati nella comunità locale. Per questo il Ministero dell’interno, in una nota datata 15 febbraio 2017, ha definito Scicli “un modello qualificato nei processi di integrazione degli immigrati“. Nella città ragusana, tra le più evolute nel campo culturale e turistico, si sta organizzando il primo “Festival dell’integrazione dei Popoli“.
Durante il Convegno sull’immigrazione di Agrigento sono stati diffusi dei numeri impressionanti.
Ogni giorno nel mondo 44.400 persone abbandonano la loro casa per motivi legati a guerre e persecuzioni. In tutta la terra al momento ci sono 25,4 milioni di rifugiati, di cui 3,1 milioni di richiedenti asilo.
Ma Vincenza Bifera, pedagogista esperta in tematiche di violenza ed abusi, ha fatto rilevare, durante il suo intervento, che, quando parliamo di flussi migratori, ci approcciamo all‘argomento attenzionandone le statistiche ed i grandi numeri, perdendo di vista troppo spesso le storie dei protagonisti.
„Il mio lavoro ed il mio impegno nel volontariato – ha detto la Dottoressa Bifera -, negli anni mi hanno condotta ad accostarmi a questa realtà che ho avuto il privilegio di abbracciare e che mi ha coinvolta dentro racconti di vita, soprattutto di donne, racconti che evocano percorsi ed esperienze, vissuti e vicissitudini. E’ solo ponendoci in ascolto della storia di ognuno dei protagonisti che riusciremo a tracciare l’umanità custodita dietro la fredda storia delle statistiche.
Molte delle donne giunte in Italia, con speranze ed aspettative diverse, hanno vissuto il dramma della cladestinità e prima ancora il dolore di un tragitto faticoso, angosciante, spesso, devastante. Una volta giunte a destinazione, hanno dovuto fare i conti con un contesto socio culturale differente, con il quale l’impatto non è sempre semplice o agevolato. Hanno affrontato numerose difficoltà, il più delle volte da sole, lontane da quel sostegno che si può trovare tra gli affetti e le relazioni di cui, ognuno di noi, ha bisogno ogni giorno. E se pensiamo alla tensione che l’impatto con una realtà molto differente comporta, se pensiamo a quante volte, ognuna di loro, ha messo da parte competenze, desideri, aspettative, speranze, saperi, tradizioni, titoli di studio, pur di sopravvivere all’interno di una realtà lontana da casa, possiamo immaginare come, queste donne, siano state derubate della propria identità. Molte delle loro storie, sono intrecciate a pregiudizi, a stereotipi di genere che relegano la donna all’interno di ruoli sanciti da una cultura rigida e da un ordine sociale ed economico che tende ad assegnare alle donne straniere, ma non soltanto, un ruolo definito, lontano dalle competenze professionali , dai loro saperi e titoli di studio, costituendo, di fatto, un vero attentato all‘integrità della persona, alla sua identità.
Il dramma attuale della nostra società, – ha concluso la Dottoressa Bifera – che non possiamo sottovalutare e che richiede una emergenza di intervento, si colloca proprio in ciò a cui stiamo assistendo: la de-umanizzazione dell’altro“.

Aron Bengio, già Coordinatore dell’Osservatorio della Solidarietà Mediterranea, ad Agrigento ha dichiarato:
„Siamo di fronte a cambiamenti profondi negli equilibri mondiali. Non basta più pensare ai problemi in casa nostra, bisogna guardare lontano per due ragioni: il lontano è oramai vicino, come distanze e come tempi, le soluzioni vanno cercate anche laggiù.
Il Governatore Leone parla di Pace; noi possiamo contribuire con una migliore conoscenza delle situazioni e lottare contro l’indifferenza ed i pregiudizi; viste le proiezioni statistiche, anche nell’interesse delle nostre future generazioni, non possiamo restare passivi.
E non basta la buona volontà ma bisogna, se si vuole, decidersi a imbastire iniziative cominciando dall‘assistenza psicologica. Non dimentichiamo un fatto umano molto importante: queste persone che vengono da noi hanno subito traumi indescrivibili (uccisioni, mattanze, stupri, torture) hanno bisogno innanzitutto di solidarietà.
Se non c’è il contatto con le proprie origini, una generazione rischia di perdere il proprio passato storico. Noi ci auguriamo che i migranti rifugiatisi nel nostro Paese tornino quanto prima nelle loro terre se in pace (per esempio in Siria) o con una certa prosperità (in Centro Africa) e possano riprendere una vita sociale normale.

Sempre sul tema della pace nel Mediterraneo Vincenzo Leone ha ricordato il recente gemellaggio con il distretto 416 del Marocco, suggellato alla presenza del Former International President Pino Grimaldi. Un atto con cui è stata ribadita l’internazionalità dell‘azione sociale del Lions Club e, quindi, del mantenimento di rapporti umani vivi, stabili e concreti „nella convinzione – ha dichiarato il Dottor Vincenzo Leone – che attraverso il dialogo internazionale ed interculturale, si costruisce lo spirito di comprensione tra i Popoli del Mondo“.

Antonio Colaci
Addetto stampa del Lions Club di Castelvetrano
Redattore distrettuale

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