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Posidonia trasferita sulla spiaggia di Triscina: petizione popolare per la rimozione

Posidonia trasferita sulla spiaggia di Triscina: petizione popolare per la rimozione

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Posidonia trasferita sulla spiaggia di Triscina: petizione popolare per la rimozione

Bloccato sul nascere l’ennesimo tentativo di sfregio di territorio: questa volta vittima del tentativo di scempio ambientale è uno dei tratti più belli del litorale castelvetranese e più precisamente la spiaggia antistante la borgata di Triscina- facente parte della zona SIC 010011 della rete Natura 2000 denominata “Zona dunale Capo Granitola,Porto Palo e Fiume Belice”, fortemente antropizzata a poche centinaia di metri dalla foce del Modione e dal parco archeologico di Selinunte.
A deciderlo un provvedimento del Genio Civile di Trapani avallato dall’ufficio VINCA ( Valutazione di Incidenza Ambientale ) del Comune di Castelvetrano.
Grazie al casuale e provvidenziale intervento di alcuni residenti, che hanno allertato l’opinione pubblica e le forze dell’ordine, il trasloco della posidonia è stato bloccato, ma non sappiamo, al momento, se e già con quali conseguenze negative in termini ambientali .
Da segnalare che il deposito e lo spargimento della posidonia sull’arenile di Triscina sono stati effettuati con mezzi meccanici pesanti e invasivi ( in contrasto con i suggerimenti dell’ufficio VINCA!) che potrebbero avere fortemente alterato l’habitat naturale della zona ecotonale ricca di biodiversità.
Nel caso della posidonia incagliata all’interno del porto di Selinunte, si è in presenza di materiale fortemente alterato dall’inquinamento dello specchio d’acqua e dalla presenza di rifiuti solidi urbani che si sono mescolati con le alghe nel fondo melmoso.

Legambiente si è sempre interessata dello stato di balneabilità del litorale di Marinella di Selinunte e Triscina e di fotografare le varie situazioni; in diverse occasioni è stato attenzionato il precario stato di salute delle acque ( campagne di Goletta Verde-Legambiente ) ed in particolare il problema delle alghe e della cattiva gestione dello smaltimento delle stesse.
Il problema delle alghe a Marinella di Selinunte, “le foglie di Posidonia” che periodicamente si spiaggiano e raramente tornano in mare con le mareggiate di scirocco, ristagnano dentro il piccolo porticciolo insieme ad altri rifiuti; altre si depositano nel tratto di spiaggia di fronte alla terrazza in legno e non di rado insieme a rifiuti di vario tipo spiaggiati anch’essi o abbandonati dall’uomo come dimostrano i risultati delle diverse campagne di “Spiagge e fondali puliti”.
Il problema delle alghe che il mare deposita ogni anno in quella zona, nonostante le sollecitazioni anche di Legambiente, non è stato mai definitivamente risolto da nessuna delle amministrazioni comunali, preferendo di volta in volta onerosi, ancorchè dannosi, e inutili interventi tampone, come quello di questi giorni.
Adesso il luogo individuato è un tratto del demanio marittimo, tolto alla balneazione senza alcun avviso né tanto meno recinzione, con possibile inquinamento del sito e dello specchio di mare antistante.
Si ritiene che, nella fattispecie, tutto il materiale estratto dal porticciolo va trasportato in discarica o, nell’impossibilità, in un sito temporaneo predisposto allo scopo;questa idea malsana di smaltirlo sulla spiaggia di Triscina ci dà la misura di quanto pericolosamente precaria sia la gestione complessiva del nostro territorio.
Per tutto quanto precede, si chiede che venga rimosso tutto il materiale sia quello depositato sull’arenile che quello parzialmente interrato e ricoperto dalla sabbia; da subito verrà avviata una campagna di sensibilizzazione attraverso anche una petizione popolare finalizzata all’immediato ripristino dello stato dei luoghi prima dell’intervento.

Circolo Legambiente Crimiso

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